Maps of Meaning in Italiano: Contesto e Background – Lezione 1 (Parte 2)

Indice dei contenuti

Questo articolo si focalizzerà sulla seconda metà della Lezione 1 del corso di Psicologia 430H del Dottor Jordan Peterson registrato all’Università di Toronto nel 2017 e basato sul suo libro Maps of Meaning.

 

Puoi trovare i dettagli dell’organizzazione di questa serie di articoli nel mio blog post precedente “Introduzione a Maps of Meaning di Jordan Peterson“.


Ci siamo lasciati l’ultima volta con l’esperimento cognitivo sull’attenzione, com’è andato? 

Nel caso ti fossi perso la prima parte della Lezione 1, puoi trovare l’articolo a riguardo qui.

Abbiamo detto che se tutto è egualmente importante, allora il mondo ci apparirebbe come puro CAOS, che equivale a NON apparire. Per percepire qualcosa serve una gerarchia di valori che discrimini tra: 

  • Cosa è importante;
  • Cosa non è importante;
  • Cosa è più importante di cosa, in quel dato momento (in vista di un obiettivo).


Grazie ai sistemi di valori (o credenze) assimilati siamo in grado di percepire il mondo in modo ordinato e quindi di agire in esso così da raggiungere i nostri obiettivi.

Cos’è reale? 

Il punto di vista di Jordan Peterson è esistenzialista e fenomenologico; cioè pensa che tutto ciò che fa parte dell’esperienza sia reale, in altre parole il mondo NON è diviso in oggetto e soggetto. Di nuovo questo è argomentato sulla base che per agire non ci serve conoscere le qualità oggettive di una cosa – come Volume, Massa, Proprietà riflettenti… – invece è essenziale conoscere il valore affettivo della cosa. 

Come abbiamo detto nel precedente articolo il significato o valore affettivo è ciò che la cosa implica dal punto di vista dell’azione. Semplificando all’estremo puoi pensarlo con la reazione fight or flight. Quando qualcosa di NON conosciuto appare, ciò che ci interessa più sapere della cosa è se: 

  1. La cosa è pericolosa:
    1. Non ci sono le condizioni per poter scappare → Combatto 
    2. Ci sono le condizioni per poter scappare → Fuggo
  2. La cosa non sembra essere pericolosa
    1. È irrilevante per il mio obiettivo → la ignoro 
    2. Potrebbe essere rilevante → la esploro


Come puoi ben vedere la cosa assume un valore che risponde alla domanda:
“cosa me ne faccio di questa cosa?”.
La domanda implica una risposta funzionale all’agire.

David Humeun famoso filosofo empirista scozzese – disse che non è possibile derivare un dovere da ciò che è. Intendendo che ciò che esiste oggettivamente non contiene in sé delle indicazioni su come bisogna agire. Non ha una morale intrinseca.
E questo è anche il motivo per cui secondo JBP ed altri intellettuali non è possibile derivare un sistema morale dalla scienza. Il metodo scientifico infatti spogliando la cosa di tutta la soggettività – in modo che si possano trovare delle caratteristiche dell’oggetto sulle quali tutti devono concordare – rimuove anche il suo significato per l’azione.

Secondo Jordan Peterson quindi non è possibile derivare un sistema gerarchico di valori da presupposti solo oggettivi e razionali. E quelli che ci hanno provato hanno fallito, vedi l’Unione Sovietica. 

Inoltre molta parte delle difficoltà psichiche che sperimenta l’uomo post-moderno deriva proprio dalla battaglia che la scienza ha ingaggiato con la religione, minandone le basi metafisiche, facendo così oscillare tutta l’impalcatura. 

Tutto l’occidente infatti agisce ancora come se i principi metafisici cristiani fossero veri. Prima tra tutte l’idea che esista un diritto Naturale alla vita, derivata dalla concezione cristiano secondo cui l’individuo è sacro perché Dio è in lui. Pur non essendo una verità scientifica – non esiste alcunché di oggettivo che possa indurci a proclamare il diritto alla vita – è un’idea incredibilmente pratica per il funzionamento della società.

Lanterna di Nietzsche annuncio mortte di Dio Maps of Meaning in Italiano di Jordan Peterson

Non avete sentito parlare di quel pazzo che accese una lanterna nelle ore luminose del mattino, corse alla piazza del mercato e gridò incessantemente: “Sto cercando Dio!
Cerco Dio!”
Poiché molti di coloro che non credevano in Dio si trovavano lì insieme, egli suscitò una notevole risata. L’avete perso, allora? disse uno. Ha perso la strada come un bambino? disse un altro. O si sta nascondendo? Ha paura di noi? Ha fatto un viaggio o è emigrato? Così gridavano e ridevano. Il pazzo scattò in mezzo a loro e li trafisse con i suoi sguardi.

“Dove è andato Dio?”, gridò. “Ve lo dirò. L’abbiamo ucciso, io e voi, siamo i suoi assassini.
– Nietzsche, Così parlò Zarathustra 


La morte di Dio
annunciata dall’uomo con la lanterna – l’uomo con la lanterna rappresenta la scienzaimplica l’invalidazione dei presupposti metafisici sui quali si basa la nostra società, come appunto il diritto naturale alla vita. 

Nietzsche credeva che la morte di Dio avrebbe prodotto sconvolgimenti catastrofici nel mondo occidentale, compresa, come profetizzò in “Volontà di Potenza”, la morte di milioni di persone per mano del comunismo utopico. Dio è morto, e il buco che ha lasciato è un vuoto nell’anima umana, riempito incautamente e pericolosamente dall’ideologia, motivata da inerzia intellettuale, arroganza, risentimento e inganno.

Ma secondo JBP potrebbero esserci più forme di verità contemporaneamente e per il bene dell’uomo la verità scientifica dovrebbe convivere con la verità pragmatica. La verità pragmatica infatti ci permette di agire in modo tale da massimizzare la possibilità di sopravvivenza. Le cose più vere sono quelle più funzionali a preservare la vita.

Iper-Realtà dei Drammi e Morale

Secondo Jordan Peterson i Drammi sono in un certo senso più reali della realtà stessa. Sarebbero iper-reali. Minuto 1:11:10.

Nel libro “Storia delle Origini della Coscienza” di Erich Neumann, allievo di Jung, viene espressa l’idea che gli uomini abbiano una narrativa (storia, racconto, fiaba) centrale. Questa narrativa sarebbe l’espressione drammatica della necessità di un sistema di valori/credenze condiviso.
Secondo Neumann, questa narrativa centrale è parte della Natura dell’uomo; può essere inteso come uno schema comportamentale funzionante, tramandato ed ereditato per milioni di anni in quanto garantirebbe un modo di rappresentare il mondo e di agire in esso funzionale alla sopravvivenza (Darwiniano).

Molto di ciò che ci piace, ci attira e che gli uomini di tutto il mondo condividono è incomprensibile; Come l’arte e la musica hanno più significato di quanto riusciamo a capire.

Sapresti dare una spiegazione razionale a perchè ti piace ascoltare la musica?
Perchè ti piace proprio quel genere musicale?
Perchè tutti gli uomini amano la musica?
Perchè in tutte le culture la musica ha un’importanza così centrale? 

L'importanza della musica in tutte le culture, Maps of Meaning in Italiano di Jordan Peterson

La musica ancora oggi è importante per la formazione dell’identità dell’individuo ed è certo che avesse un ruolo fondamentale nella creazione dell’identità delle comunità tribali. Spesso era anche accompagnata da rappresentazioni mitologiche. Gli individui attraverso la musica erano chiamati a partecipare al dramma, dove dramma è inteso come rappresentazione.

La musica era accompagnata dalla danza, dai canti e dalle maschere. E le persone erano invitate a prendere parte alla rappresentazione. 

Ma perché il dramma è reale? 

JBP pensa che i drammi migliori siano più che reali, Iper-reali, infatti provvedano linee guida pragmatiche ma sufficientemente generiche da poter essere applicate in molteplicità di situazioni. 

Immagina se adesso iniziassi a raccontarti dettagliatamente la mia routine quotidiana, ogni azione e ogni movimento che faccio. Non ho dubbi che non saresti minimamente interessato. Oppure immagina di registrare un video della tua intera giornata e poi di guardare il video integralmente. Noia mortale!
Vorresti invece che ti raccontassi una storia interessante.
Ma cosa sarebbe interessante?
Saresti capace di dare una definizione di cosa è interessante? 

Probabilmente una storia, un’avventura, dalla quale puoi estrarre dell’informazione che ti aiuterà ad agire in modo più efficace nel futuro.
Ad esempio come ho fatto a diventare un blogger:

  • Quali difficoltà ho incontrato;
  • Come le ho affrontate;
  • Se ho avuto successo o ho fallito.


Una storia classica infatti si sviluppa in questo modo:

  • Inizia con una persona che vive la sua vita normale; 
  • Emergono dei problemi e la persona sprofonda in uno stato di caos;
  • La persona affronta il caos volontariamente;
  • Una nuova normalità migliore di quella iniziale viene stabilita.

Le storie migliori distillano da tante storie diverse gli eventi e gli insegnamenti più importanti, tralasciando tutto le cose meno rilevanti, cioè meno informative. Queste storie a volte diventano così dense e simboliche che noi stessi facciamo fatica a comprendere perché ci interessano così tanto. Apparentemente sembrano non avere nulla a che fare con la realtà. 

Un esempio sono molti dei film della Disney.
Prendiamo Pinocchio; probabilmente non ti disturba che il film sia a bassa risoluzione e fatto di disegni animati. Non ti disturba il fatto che la trama sia completamente assurda e così i personaggi:

  • Una marionetta vivente;
  • Un grillo parlante che svolge il ruolo di coscienza;
  • Un gatto e una volpe…


Sapresti dire qual è il senso della storia?
Probabilmente no, non lo sai, ma la storia ti interessa comunque.

Pinocchio è reale in un certo senso, anche se non da un punto di vista scientifico.
Pinocchio è Iper-Reale perché risponde a uno dei problemi più grandi della vita: “come dovrei agire per essere una buona persona?”

I drammi iper-reali sono fondamentali per l’uomo perché forniscono delle linee guida per muoversi in un territorio sconosciuto.

Una verità condivisa sulla realtà fondamentale del mondo

In quanto esistenzialista e dalla sua esperienza di terapeuta, Jordan Peterson è convinto che per capire ciò in cui le persone credono non ci si debba focalizzare su quello che dicono, ma su quello che fanno. Spesso le due cose non sono per nulla allineate e ha sempre rilevato che quello che le persone fanno ha un impatto più reale sulla loro vita rispetto a ciò che dicono.

Quale potrebbe essere una realtà condivisa da tutti?  

La sofferenza è la realtà fondamentale del mondo Maps of Meaning in Italiano di Jordan Peterson

Certamente tutte le persone agiscono come se il dolore e la sofferenza fossero reali. Nessuno mette in dubbio il proprio dolore. Tutti quelli che provano dolore, agiscono come se il dolore fosse reale.
Potremmo assumere quindi che la realtà fondamentale del mondo sia il dolore, infatti coincide perfettamente con il modo in cui le persone agiscono.

Questa visione è allineata con i precetti di molte tradizioni religiose, come il Buddismo, ma anche nel Cristianesimo (crocifissione) e nella tradizione ebraica (richiamo alla memoria le sofferenze del passato). 

Quindi il dolore sembra essere reale, o in ogni caso le persone agiscono come se il dolore fosse reale. Questo è un buon punto di partenza. 

La realtà fondamentale della vita è la sofferenza. Perché?

Possiamo essere “rotti”, “feriti” e “distrutti”. Non solo, il problema più grande è che ne abbiamo consapevolezza. Questo è ciò che ci distingue nettamente dagli altri animali; siamo l’unica specie cosciente della sua limitatezza nello spazio e nel tempo. 

La vera coscienza di sé è la consapevolezza dei propri limiti, non solo nello spazio ma anche nel tempo. Ed è questa consapevolezza di limitazione che spesso ci spinge a mettere in dubbio il significato della vita o dell’esistenza intera.

Che senso ha vivere se sono comunque estremamente limitato nel tempo? 

Se teniamo per vera l’assunzione che la realtà fondamentale della vita è la sofferenza e il dolore, sia presente che quello futuro anticipato, allora qualunque cosa che allevi questa sofferenza è desiderabile e altrettanto reale. 

Trovare o dare un senso alla vita è la cosa che più di tutto ci consente di continuare a vivere minimizzando la sofferenza. E secondo il Jordan Peterson le cose che più conferiscono senso, sono quelle associate alla responsabilità. Assumersi delle responsabilità è significativo perché conferisce senso alla vita e riduce (o ci aiuta a sopportare) il dolore e la sofferenza che inevitabilmente sperimentiamo. 

Se la sofferenza è ciò che ti fa mettere in discussione il senso della vita allora non puoi dire (coerentemente) che la cessazione o la minimizzazione del dolore non sia utile e desiderabile.

Argomento Fondamentale di Maps of Meaning

Jordan Peterson sintetizza qui quello finora detto, enunciando l’Argomento Fondamentale di tutto il suo lavoro. – Minuto 1:37:47.

Siamo necessariamente inseriti in un sistema morale.
I sistemi morali sono predicati attraverso narrative drammatiche.
I sistemi morali sono ciò che ci orienta nella vita.
Il motivo per cui dovremmo comprenderli è che abbiamo bisogno di sapere come vivere.

“Se hai un perché puoi sopportare qualsiasi come” – Nietzsche

Parodia dell’insignificante

La scritta che accoglieva i deportati ad Auschwitz era “Il lavoro rende liberi”.

auschwitz e nazismo Maps of Meaning in Italiano di Jordan Peterson

I prigionieri arrivavano al campo in condizioni già pessime, avevano affrontato un lungo viaggio in treno, ammassati nei container senza luce; il 20% circa di persone moriva ancora prima di arrivare ad Auschwitz a causa delle deprivazioni e quelli che stavano a contatto con i container morivano per il freddo, altri perdevano gli arti.

Uno dei “giochi” con cui nazisti si divertivano, appena i deportati arrivavano al campo, era di fargli portare un pesante sacco di sale dall’altra parte del campo (lungo più di 3 km) poi farglielo portare indietro e poggiarlo nel posto esatto dal quale il deportato l’aveva inizialmente raccolto. 

Quello che facevano era colpire nel profondo la necessità dell’uomo di impegnarsi in attività che abbiano una qualche utilità, dimostrando ai deportati quanto la loro vita fosse assolutamente inutile nonostante il dolore e la sofferenza costante.

Il dominio e gli elementi costituenti del conosciuto

Il Dominio 

La figura rappresenta la cornice di base o storia fondamentale, attraverso la quale percepiamo il mondo. Affinché sia possibile percepire qualcosa, deve esistere una motivazione. Se non ti ricordi torna a vedere la “Gerarchia di Valori”, spiegata nella “SEZIONE 3” dell’articolo precedente.

schema dominio Maps of Meaning in Italiano di Jordan PetersonPotremmo dire che questa è la storia più elementare (e noiosa) di tutte.

Ti trovi in un luogo → a. Cos’è
Ti stai dirigendo in un altro luogo → b. Cosa dovrebbe essere 

Il luogo a. è presumibilmente migliore del luogo b. (almeno nella tua immaginazione).

Il luogo può essere inteso sia in modo fisico ad esempio:
    a. Ti trovi all’aperto in inverno a -10°
    b. Casa tua con una piacevole temperatura di 20° 

Se il tuo desiderio è di tornare a casa dovrai eseguire una certa sequenza di azioni che ti porti da a. → b. 

La stessa cosa si applica anche per concetti più astratti:
    a. Sei uno studente iscritto all’università
    b. Sei un manager di successo 

Per spostarti da a. →  b. dovrai pianificare ed eseguire una certa sequenza di azioni (es. andare a lezione, preparare gli esami, laurearti, cercare lavoro…).

Quali sono gli altri elementi costituenti della realtà nei quali ci troviamo ad agire? 

Gli elementi costituenti

Il sottostrato fondamentale degli elementi costituenti è il caos, non verbalmente concettualizzabile e concepibile solo in modo frammentario, tipicamente tramite simboli. 

schema elementi costituenti Maps of Meaning in Italiano di Jordan Peterson

L’ordine è quando fai qualcosa e quello che ti aspettavi accadesse accade. Il Caos è quando fai quello che devi fare affinché accada ciò che desideri e ciò che dovrebbe accadere non accade.

La Grande Madre è la Natura

La Natura è assimilata alla componente femminile per due motivi; da un punto di vista evolutivo darwiniano sono le Femmine che mettono in atto la selezione; dall’altra la natura è la forza biologica generativa, concettualizzata con la componente femminile.

La Natura è distruttiva e creativa:

  • Crea la vita e la nutre ( + )
  • Divora la vita e l’individuo ( – ) 


Il Grande Padre è la Cultura

Puoi immaginarlo come una meta-persona, metafora di un’entità aggregata di individui che ti guarda costantemente e ti giudica.

La cultura è tirannica e protettiva:

  • Provvede un ambiente ordinato e sicuro in cui vivere e agire ( + )
  • Richiede il sacrificio di una parte importante dell’individuo, i suoi desideri e le pulsioni più istintuali ( – )


Il Figlio Archetipico è l’Individuo

L’individuo esiste necessariamente dentro le dimensioni superiori, Cultura, Natura e Caos.
Una potente immagine per immaginare l’individuo è collocarlo su un’isola in mezzo all’oceano. Dove l’oceano è la Natura e l’isola è La Cultura.

L’individuo è eroico e malvagio:

  •  Può comportarsi in modo eroico affrontando il caos e dedicandosi alla costruzione della comunità/società ( + )
  • Può diffondere il Caos, lasciando libero sfogo ai suoi istinti più violenti e portare distruzione ( – )


Tutti gli elementi costituenti e il rapporto che intercorre tra essi verranno analizzati molto più nel dettaglio nelle seguenti lezioni.

Intanto ti faccio i miei complimenti se sei arrivato fino a qui! Tieni presente che la prima lezione contiene già tutti i concetti fondamentali approfonditi poi nelle lezioni seguenti. Con questo voglio dire che i prossimi articoli saranno meno densi e perciò più scorrevoli. 

 

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Mattia Papa
copywriting coach & blogger

Sono coach di scrittura per start2impact, una piattaforma che forma i giovani sulle competenze digitali.

Che sia su carta, o in digitale, scrivo.

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