Maps of Meaning in Italiano: Contesto e Background – Lezione 1 (Parte 1)

Indice dei contenuti

Questo articolo si focalizzerà sulla prima metà della Lezione 1 del corso di Psicologia 430H del Dottor Jordan Peterson registrato all’Università di Toronto nel 2017 e basato sul suo libro Maps of Meaning.

Il corso è composto di 12 lezioni raccolte nella playlist 2017 Maps of Meaning: The Architecture of Belief (University of Toronto) sul canale YouTube di JBP (Jordan Peterson).

 

Puoi trovare i dettagli dell’organizzazione di questa serie di articoli – 2 per ogni lezione – nel mio blog post precedente “Introduzione a Maps of Meaning di Jordan Peterson“.

Cosa devi sapere su Maps of Meaning e Jordan Peterson

Il Dr. Jordan B. Peterson è professore di psicologia all’Università di Toronto, psicologo clinico e autore del bestseller 12 Regole per la vita: Un Antidoto al Caos.

Maps of Meaning è il risultato di più di quindici anni di lavoro del Professore, durante i suoi soggiorni in tre università: Alberta, McGill e Harvard e di migliaia di ore di pensiero e scrittura ossessiva. È il tentativo di affrontare le conseguenze della dichiarazione di Nietzsche sulla Morte di Dio nel suo libro rivelatore “Così parlò Zarathustra”.

La psiche umana ha molti livelli. Ciò che è religioso esiste al più profondo di questi livelli. Ciò che è religioso è fondamentale. Le persone sono religiose, che lo sappiano o no, perché devono avere credenze fondamentali. Altrimenti non possono agire. Non possono nemmeno percepire. Possono essere molto confuse sulla natura di quei fondamenti. La loro psiche può essere fratturata, disarticolata e incoerente. Senza credenze assiomatiche, tuttavia, non possiamo semplificare abbastanza il mondo per agire al suo interno.

Maps of Meaning unendo la neuropsicologia alla mitologia antica indaga i livelli fondamentali della psiche umana. È fortemente influenzato dal pensiero di Carl Jung e del suo allievo Erich Neumann, così come da Freud, Rogers e gli altri grandi pensatori clinici del XX secolo.
Con questo libro JBP cerca di arrivare a conclusioni utili e applicabili per affrontare il caos della vita, specie quello che ci affligge come società senza fede, e di spiegare attraverso la Psicologia della Religioni la serie di Catastrofi che l’uomo ha scatenato nel XX secolo.

Guerra Fredda e Genesi di Maps of Meaning

Sala lancio missili termonucleari Jordan Peterson

Quella che vedi qua sopra è la console di lancio dei Missili Balistici Intercontinentali nella stazione dismessa “Air Force Facility Missile Site 8” in Arizona ora allestita come museo.
La console è allestita in modo tale che due operatori debbano inserire la chiave e girarla contemporaneamente per lanciare un missile ICBM, armato con testate termonucleari. 

La bomba all’idrogeno, o arma termonucleare, è un ordigno esplosivo con un potenziale distruttivo fino a 1.000 volte a quello di una bomba atomica. Negli anni in cui Jordan Peterson è cresciuto si contavano migliaia di testate in tutto il mondo con una potenza sufficiente a distruggere la terra molteplici volte. 

Non è strano che la maggiore preoccupazione delle persone durante la guerra fredda, fosse una guerra nucleare che avrebbe portato all’estinzione dell’umanità. Comprensibilmente il giovane JBP era profondamente scosso e ossessionato da questa domanda:

Come è possibile che si siano originate 2 parti in guerra, entrambe armate con migliaia di bombe ad idrogeno e con una potenza sufficiente ad annichilire l’umanità molteplici volte? 

Oltre a non essere così remota l’eventualità di una guerra nucleare – sembra che entrambe le chiavi siano state inserite contemporaneamente almeno 1 volta – ma anche che un semplice incidente accadesse. Compresa la reale possibilità che una persona al potere, guidata dal desiderio di distruzione dell’umanità, potesse effettivamente far uso delle bombe.
Tra tutte le persone al potere vissute nel ventesimo secolo ce n’era una quasi certamente guidata da questo desiderio di distruzione: Stalin. Ci sono evidenze che Stalin stesse preparando dei piani per invadere l’Europa dell’ovest e che, caduto malato, sia stato ucciso da Kruscev e dai suoi seguaci per scongiurare una guerra.

Queste considerazioni hanno portato Jordan Peterson a riflettere sulla natura dei due sistemi di credenze, quello comunista (in particolar modo quello Sovietico) e quello liberista-capitalista.

Il Successo e il Fallimento secondo la Distribuzione di Pareto

Il comunismo è stato per molto tempo al centro dell’attenzione degli intellettuali (e non solo) di tutta la terra perché prometteva un mondo eguale: “Ognuno secondo le sue possibilità, ognuno secondo i suoi bisogni”. L’interesse era accresciuto dal fatto che tutti gli altri sistemi presenti e passati avevano prodotto enormi differenze di ricchezza; all’origine della prima Utopia e poi Distopia comunista c’era un problema estremamente concreto e ancora attuale: l’estrema ineguaglianza della distribuzione di ricchezza.

Distribuzione della ricchezza secondo il principio di pareto
Fonte: Urban Institute

La distribuzione della ricchezza è modellata particolarmente bene dal principio di pareto e semplicisticamente ma efficacemente sperimentata nella nostra infanzia – e per alcuni anche nell’età adulta 😉 –  dal gioco monopoli. Una volta che raggiungi lo 0, o comunque una posizione vicina allo 0 è praticamente impossibile risalire. Pochi iniziano ad accumulare sempre più soldi, mentre la maggior parte degli altri giocatori finiscono schiacciati sul fondo della curva.

Idea erronea del successo/fallimento secondo Jordan Peterson

Il fenomeno si verifica a prescindere dal livello di corruzione (con doverose oscillazioni). Il fallimento dell’utopia comunista è in buona parte attribuibile all’impossibilità di modificare la naturale curva di distribuzione della ricchezza nel medio-lungo termine. Infatti anche in Unione Sovietica si erano accumulate enormi ricchezza nelle mani di pochissimi, mentre milioni di persone morivano letteralmente di fame. 

In altre parole il successo porta altro successo e il fallimento porta altro fallimento; questo implica altri numerosi problemi tra cui la criminalità: quelli che si trovano al fondo della curva se non hanno opportunità di salire finiranno per darsi alla criminalità. 

Più disuguaglianza e meno mobilità c’è in una società più persone si daranno al crimine. 

La distribuzione di pareto si manifesta anche in molti altri fenomeni. Per esempio la popolarità e la vendita dei libri; pochi libri vendono tantissimo e la maggioranza dei libri non vende niente. Più in generale regola tutta la produzione creativa degli essere umani! Pochissime startup si trasformano in imperi (Apple, Facebook e Amazon), più grandi dei sogni più selvaggi, mentre la maggior parte finisce per fallire.

JBP però contesta l’idea che le persone falliscano solo per mancanza di risorse economiche (come assunto in certa misura dal comunismo). Anche partendo dalla stessa quantità di ricchezza alcuni falliranno e pochi arriveranno al successo; molti rimarranno in una fascia medio bassa dove riusciranno a mantenere più o meno lo stesso livello di ricchezza, con il rischio di scivolare verso il fondo della curva nel medio-lungo termine.

Parlando della sua esperienza in quanto psicologo clinico, afferma che la cosa peggiore che possa accadere a degli alcolisti è di ricevere dei soldi. La prima cosa che faranno sarà andare al bar e spendere tutti i soldi in alcol e droga, manipolati – spesso queste persone non sono particolarmente brillanti – anche dai loro “amici”.

In altre parole il problema della disuguaglianza nella distribuzione di ricchezza non è attribuibile soltanto alle condizioni iniziali della distribuzione, nonostante questo fattore giochi un ruolo importante, ma deve essere indagato anche il comportamento individuale.

Il QI è il migliore predittore del successo

Secondo JBP il QI è un ottimo predittore del successo (spesso migliore della ricchezza iniziale). Ma nonostante ci siano molteplici prove scientifiche a riguardo, le differenze dell’intelligenza generale degli individui sono ampiamente sottovalutate da tutte le parti politiche e dai sistemi di credenze.

Il problema strutturale è che esistono enormi differenze biologiche nella capacità delle persone.

La distribuzione del QI nella popolazione è ben rappresentata da una curva Gaussiana.

Il QI è un miglior predittore del successo rispetto alla ricchezza secondo Jordan Peterson
JBP ne parla al minuto 21:20

Ora, tieni presente che un QI di 90 è appena sufficiente per leggere e seguire le indicazioni un libretto delle istruzioni. Come fa notare JBP questo significa che almeno il 15% delle persone non è nemmeno in grado di eseguire correttamente una sequenza di azioni ben descritta. Inoltre a tutto ciò deve essere aggiunto al fatto che la società diventa sempre più sofisticata.

Tanto per contestualizzare il QI medio di un italiano è 97

Il Crollo del sistema di Credenze Comunista

Il sistema di credenza comunista secondo JBP ha fallito perché ha cercato di livellare le differenze che biologicamente esistono, invece che di prenderne atto e di approcciare il problema in  modo complesso. Il sistema di credenze occidentale invece, pur con tutte le sue contraddizioni ha retto molto meglio permettendo alle persone di esprimere il loro potenziale e supportando, in modo variabile, gli individui meno capaci. 

Perché il sistema sovietico in ultima istanza si è dissolto? 

L’utopia marxista, non solo non è stata capace di creare uguaglianza nella distribuzione della ricchezza, ma ha anche ucciso circa 30 milioni delle proprie persone in unione sovietica tra il 1919 e il 1959. Ha fallito anche moralmente, svuotando le persone di qualsiasi valore e portandole a commettere delle azioni apparentemente inconcepibili. 

contadini russi stremati dalla povertà che vendono parti del corpo dei loro bambini

I contadini Russi erano così poveri, disperati e moralmente spezzati da arrivare a vendere le parti del corpo dei propri bambini morti. 

Non c’è da meravigliarsi allora che la maggior parte dei cittadini dell’URSS abbia perso completamente fede nel progetto marxistaSpecie confrontandosi poi con le immagini dello stile di vita dell’Europa occidentale e dell’America è comprensibile che sperimentassero una dissonanza cognitiva insopportabile.

Le strade dell’est Germania si svuotavano quando in tv veniva trasmesso lo show Dallas, una serie televisiva trasmessa dal 1978 al 1991, in cui veniva mostrato lo stile di vita delle persone al top della scala sociale.

I Valori nei Sistemi di Credenze

Confrontando il sistema di credenze occidentale con quello dell’Unione Sovietica la prima cosa che si può osservare è la differenza nel modo in cui si sono costituiti:

  • Da una parte il sistema occidentale, che ha una lunga storia e tradizione, partendo dai greci e dai romani. Un sistema di credenze che è stato frutto di una lunga evoluzione;
  • Dall’altra il sistema sovietico, immaginato, pianificato ed eseguito sulla base della razionalità e del calcolo. Originatosi con un cambiamento repentino non ha ne storia ne tradizioni.

Entrambi però condividevano l’idea che gli individui competono fondamentalmente per l’accesso alle risorse. Ma per il Professore non è così ovvio che le cose abbiano un valore intrinseco/oggettivo per cui le persone le desiderino e competono per ottenerle. Tolti i bisogni fisiologici fondamentali, le persone desiderano cose molto diverse tra loro; carriere diverse, partner diversi, vacanze diverse, interessi diversi. Alcuni vogliono le responsabilità e il potere, altri lo rifuggono…

Ma allora:

Cosa significa valutare qualcosa?
Cosa significa credere in qualcosa?
E come è possibile credere così tanto in qualcosa da proteggerla a costo della propria vita o comunque così tanto da essere disposti ad uccidere altre persone in una scala di massa?

I Sistemi di Credenze come Agenti Regolatori del Comportamento

Una cosa è certa, abbiamo un sistema di credenze sufficientemente condiviso con i nostri concittadini per cui conviviamo perlopiù pacificamente anche con persone sconosciute (come per esempio accade in un’aula universitaria). Questo significa che ognuno sta recitando il suo ruolo e si aspetta che anche gli altri recitino il proprio ruolo nel rispetto delle regole condivise.

La cosa che conta di più per l’ordine sociale e psicologico dell’individuo, non è la correttezza delle idee di un certo sistema di credenze, ma il fatto che le aspettative dell’individuo nei confronti dell’ambiente sociale, coincidaono con l’effettivo comportamento degli altri. Fintanto che aspettative e azioni coincidono, tutto si svolge fluidamente e pacificamente, tanto da non renderci conto della complessità. Ci sentiamo al sicuro.

Immagina che sul treno che prendi tutti i giorni per andare a lavoro o all’università uno studente estragga improvvisamente una pistola.

Tutti i presenti si troverebbero catapultati in un territorio sconosciuto anche se fino a pochi momenti prima sembrava un terreno conosciuto e sicuro. Il punto è che per gli uomini il territorio conosciuto/sconosciuto risiede nelle azioni delle altre persone oltre che nel territorio fisico.
Pensa all’ultima volta che sei andato in vacanza con i tuoi amici; probabilmente ti sei sentito a tuo agio e al sicuro anche in un posto mai visto prima.

Questo accade perché siamo animali sociali nelle nostra fondamenta psichiche; è come se abitassimo le altre persone, il territorio che abitiamo più che un luogo geografico oggettivo è un territorio astratto costituito da gerarchie di dominio. 

Le gerarchie hanno l’enorme vantaggio di fornire una struttura prevedibile, così che ognuno sa esattamente qual è il suo ruolo – cioè cosa gli altri si aspettano che lui faccia o non faccia – senza che ci sia bisogno di esplicitare le regole ogni volta.
Se entri in un’aula universitaria sai a grandi linee come devi e come non devi comportarti; certamente non ti siederai alla cattedra del professore.
Le persone le cui azioni sono imprevedibili infatti non ci piacciono, perché non collocandosi nella gerarchia non sappiamo cosa potrebbero fare. Sono territorio inesplorato.

Oltre allo spazio, abitiamo anche il tempo e ne abbiamo la consapevolezza. Perciò, nel tempo, un medesimo spazio può diventare improvvisamente sconosciuto qualora si verifichino delle circostanze che NON coincidono con le nostre aspettative.

L’aula universitaria e le persone presenti, da un punto di vista “oggettivo” erano sempre le stesse, ma quando il ragazzo ha estratto la pistola, è stato come trovarsi in un posto sconosciuto abitato da persone il cui comportamento è diventato imprevedibile (sconosciute):

  • Le sedie e i banchi fino a quel momento interpretati come degli oggetti per sedersi diventano dei ripari;
  • Il tuo compagno diventa il tuo aguzzino e nemico.

Anche se da un punto di vista oggettivo e materiale il luogo e le persone sono le stesse, il significato affettivo che gli attribuisci è completamente diverso → ai tuoi occhi le cose e le persone non sono più le stesse cose.

La conclusione di JBP è che i sistemi di credenza regolano il comportamento, attraverso un insieme definito e condiviso di valori e delle gerarchie, rendendo le azioni degli individui ordinate e prevedibili.

Riassumendo: 

  • Esiste un insieme di credenze che regola il nostro comportamento; 
  • Agire sulla base di queste credenze ci tiene al sicuro;
  • Questo però è valido solo se tutti condividiamo lo stesso sistema di credenze e quindi il modo di agire di ognuno coincide con le aspettative di ogni altro individuo.

I sistemi di credenze non sono un elemento che esiste solo nella psiche dell’individuo! Ma è la base della società, la nostra realtà; i sistemi di credenze a cui aderiamo – più o meno inconsciamente – ci salvano non solo dall’ansia di morire, ma dalla morte stessa.

Se dovesse sgretolarsi il sistema di credenze, non sarebbe solo l’individuo a cadere nel caos (perché le sue aspettative non si manifestano più), ma sarebbe il funzionamento dell’intera società.

Immagina cosa potrebbe accadere se anche solo una minima percentuale di individui smettesse di svolgere il suo ruolo nella società… Ad esempio se tutta la polizia smettesse di fare la polizia e iniziasse a rapinare i negozi.

Ecco spiegato il motivo per il quale le persone proteggono così strenuamente il loro Sistema di Credenze, e sono disposte ad uccidere e morire pur di preservarlo.

Ma cos’è esattamente un sistema di credenze? 

Sistema Gerarchico di Valori

L’idea fondamentale è che sia un insieme di linee guida morali che ci indicano come agire nella società. Il sistema di credenze è quindi fondamentale per regolare le nostre azioni e la nostra percezione.

La complessità delle cose è virtualmente infinita, come se ci fossero molteplici livelli di risoluzione, per cui se non fossimo orientati da un obiettivo o da una motivazione specifica (Sistema Gerarchico di Valori), sarebbe impossibile percepire quegli aspetti del reale su cui bisogna focalizzarsi per soddisfare bisogni e desideri.

Se tutto è egualmente importante, il mondo è CAOS.
Per percepire serve una gerarchia di valori che discrimini tra: 

  • Cosa è importante;
  • Cosa non è importante;
  • Cosa è più importante di cosa, in quel dato momento (in vista di un obiettivo).

Ti ricordi il colore delle pareti dell’ultima aula universitaria in cui sei stato? Probabilmente no!
Questo succede perché il colore delle pareti era completamente irrilevante per il raggiungimento del tuo obiettivo (più o meno esplicito): imparare il contenuto della lezione→ passare l’esame → passare l’anno → laurearti → trovare un lavoro soddisfacente → possedere una casa e costruire una famiglia → in ultima istanza vivere una vita degna di essere vissuta. Il colore delle pareti dell’aula non ha alcun valore emotivo, quello su cui eri concentrato era la lezione. Al massimo l’interazione con i tuoi compagni a causa di obiettivi secondari 😉 

La percezione del mondo dipende in definitiva dalla motivazione. 

Non ci credi? Prova l’esperimento qui sotto, è importante che tu segua alla lettera le istruzioni!
Conta quante volte si passano la palla i ragazzi con la maglietta bianca.
Dovrai essere molto attento per considerare sia i passaggi in aria che i passaggi di rimbalzo.

 

Sei riuscito a contare i passaggi? 
Alla fine dell’articolo trovi il risultato del test. 

La conclusione è quindi che i sistemi di credenze, chiamati anche sistemi di valore, strutturano la nostra percezione delle cose, e guidano le nostre azione (in modo più o meno conscio). 

Il punto di vista di JBP è esistenzialista e fenomenologico, cioè pensa che tutto ciò che fa parte dell’esperienza sia reale.
Il mondo non è diviso in oggetto e soggetto.

Il numero corretto di passaggi è 15! Se sei riuscito a contarli, complimenti.
Ma hai visto il gorilla? Qui rovi una spiegazione più dettagliata dell’esperimento. 

 

Prima di andare! Ti va di darmi un feedback?

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi dell’articolo, se l’hai apprezzato oppure no, se sei riuscito a seguire le argomentazioni e se vorresti approfondire qualche aspetto in particolare.
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Mattia Papa
copywriting coach & blogger

Sono coach di scrittura per start2impact, una piattaforma che forma i giovani sulle competenze digitali.

Che sia su carta, o in digitale, scrivo.

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