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TechProgettoPivot in corso

Aegis Beauty

Dal 2025 a oggiFounder · Product & Full-Stack Developer

L'idea

Un SaaS multi-tenant per centri estetici e parrucchieri: prenotazioni, gestione clienti, staff, calendario, tutto in un'unica piattaforma.

L'idea era semplice sulla carta: dare a un settore che gestisce ancora tutto su carta o Excel uno strumento vero, professionale, senza dover assumere un programmatore per farselo costruire su misura.

Il gestionale in funzione.

Cosa è successo

Prima ancora di Aegis Beauty

C'è stato un tentativo prima di questo, ed è giusto partire da lì. A settembre 2025 avevo provato a costruire un'app per il bar della scuola: il primo vero progetto software della mia vita, non solo esercizi da tutorial.

Prima ancora che potessi lanciarla, il ministero dell'istruzione ha vietato l'uso dei cellulari in classe. Il progetto è morto prima di nascere, per una legge che non potevo prevedere né controllare. Avrei potuto prenderla come un segno per fermarmi. L'ho presa come la prova che dovevo solo trovare il problema giusto da risolvere.

L'inizio

A gennaio ho iniziato a costruire Aegis Beauty. Ho scelto il settore estetico e dell'acconciatura dopo aver guardato in giro: attività reali, con soldi veri che girano, gestite quasi ovunque con strumenti vecchi di dieci anni o con niente. Sembrava il problema giusto. Mi sono buttato dentro senza sapere ancora bene cosa mi aspettava.

Sette mesi

Quello che è seguito sono stati sette mesi di sviluppo, quasi sempre da solo, spesso di sera dopo la scuola, spesso di notte quando la scuola non c'era più di mezzo.

Ho costruito un'architettura multi-tenant vera, non un sito con un form di contatto travestito da «gestionale», ma un sistema con autenticazione differenziata per ruolo, isolamento dei dati tra clienti diversi tramite Row Level Security su Postgres, un algoritmo di prenotazione che doveva incrociare contemporaneamente disponibilità delle poltrone, turni dello staff, ferie, competenze specifiche di ogni operatore su ogni servizio. Dashboard con statistiche in tempo reale, un sistema di ticket di supporto, reminder automatici per ridurre i clienti che non si presentano, persino un'interfaccia di prenotazione 3D per il cliente finale, perché volevo che fosse bello oltre che funzionante.

A marzo, nel mezzo di tutto questo, ho aperto LinkedIn e ho iniziato a raccontare quello che stavo facendo, in pubblico, mentre lo stavo ancora facendo. Non lo chiamavo «build in public» all'epoca. Era solo voglia di non tenermi tutto dentro.

Nel frattempo costruivo anche l'altra metà del lavoro, quella che nessuno vede negli screenshot: un database di trecento contatti di potenziali clienti, uno per uno, cercati, verificati, catalogati. Ricerca di mercato, analisi competitiva sui gestionali già esistenti in Italia, capire dove potevo inserirmi. E la parte legale, che di solito si scopre solo quando si è pronti a pubblicare: tutti i documenti che servono per mandare online un SaaS davvero: Terms of Service e Privacy Policy, lato cliente e lato gestore. Sulla carta avevo fatto tutto bene: avevo il prodotto, avevo il mercato, avevo la lista.

Le prime chiamate

A giugno ho iniziato davvero a vendere. Sessanta chiamate a freddo, le prime vere, quelle in cui non stai più costruendo ma stai chiedendo a qualcuno di darti fiducia e soldi.

Zero su sessanta. Non un «forse». Non un «richiamami tra un mese». Zero risposte positive, su sessanta tentativi fatti con cura, a persone che sulla carta corrispondevano esattamente al mio cliente ideale.

Per un giorno intero ho pensato che il prodotto fosse sbagliato. Che avessi costruito qualcosa che a nessuno interessava davvero, nonostante mesi di lavoro, nonostante l'avessi reso bello, completo, tecnicamente solido. È stato il momento più vicino a mollare tutto che abbia avuto in questi mesi.

Quello che ho capito

Poi ho fatto la cosa che, guardando indietro, considero l'unica scelta giusta di tutto il progetto: ho smesso di ascoltare come mi sentivo, e ho guardato solo i numeri.

Un tasso di conversione di zero su sessanta chiamate a freddo, su questo tipo di canale e di settore, non è raro nemmeno per team di vendita professionisti, ma sessanta tentativi vuol dire che non ho mollato al primo muro contro cui ho sbattuto. Il problema non era che il prodotto facesse schifo. Il problema era che avevo scelto di bussare alla porta sbagliata, nel modo sbagliato, aspettandomi che bastasse un prodotto buono per superare un canale di vendita che semplicemente non funziona così, per questo tipo di cliente.

Sette mesi passati a scrivere codice, e solo alla fine ho verificato con abbastanza rigore se e come le persone fossero davvero disposte a comprare. Non prima. Dopo. È l'errore più classico che si possa fare costruendo un prodotto, ed è comunque quello che ho fatto io, nonostante lo sapessi anche prima in teoria.

Adesso

Sto pivotando verso il contatto diretto, porta a porta. Meno scalabile di una chiamata, ma molto più onesto: guardi le persone in faccia, mostri il prodotto sullo schermo, non hai trenta secondi per convincere qualcuno prima che riattacchi.

Non so ancora come va a finire questa parte. Aegis Beauty non è chiuso, e non è «fallito» nel senso in cui si intende di solito quella parola: è in pausa nella forma che aveva, e in movimento verso una forma diversa. È il progetto che mi ha insegnato più di ogni altro cosa significhi costruire qualcosa di vero, e cosa significhi guardare i propri errori senza raccontarsela.

Galleria

Il marchio di Aegis Beauty: uno scudo viola con dentro una A stilizzata, e sotto la scritta AEGIS BEAUTY
Il marchio di Aegis Beauty
La schermata iniziale del gestionale: appuntamenti di oggi, della settimana, clienti totali 401 e servizi attivi 23, con le azioni rapide sulla destra
La dashboard: cosa succede oggi nel salone
La postazione da cui è uscito quasi tutto
La schermata delle statistiche: 939 euro di entrate, 19 appuntamenti, 11 clienti unici, 5,3 per cento di no-show, con i grafici dell'andamento
Le statistiche: entrate, appuntamenti, no-show
L'elenco clienti del gestionale: per ognuno il contatto, il numero di visite, quanto ha speso e la data dell'ultima visita
Il CRM: ogni cliente con visite, spesa e ultima visita
01/05

Bilancio onesto

Guadagnato: ho imparato a leggere i dati invece delle mie speranze

Guadagnato: una base tecnica solida (multi-tenant, RLS, algoritmi di booking) che riuso in ogni progetto dopo

Guadagnato: ho imparato a costruire una startup su tutti i fronti: tecnico, prodotto, marketing, ricerca, vendita

Guadagnato: ho iniziato a raccontare tutto in pubblico invece di nasconderlo, ed è da lì che è nato questo sito

Pagato: sette mesi di sviluppo prima di validare abbastanza il canale di vendita

Pagato: zero clienti paganti confermati, per ora

il codice non è mai stato il problema, sinceramente

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